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Un viaggio nella cultura e nell’industria cinematografica dei Balcani: il Balkan Film Festival si conclude a Roma

Per indagare la cinematografia e la cultura balcanica attraverso attività e incontri volti a promuovere la cooperazione italo-balcanica ed europea

Roma, Casa del Cinema, 29 Novembre – 04 Dicembre 2022

Apertura con Jasmila Žbanić, regista del film “Quo Vadis Aida?”, vincitore del Premio UNIMED 2020

Workshop per giovani produttori

Locandina_verticale__page-0001Il Balkan Film Festival si è tenuto alla Casa del Cinema di Roma dal 29 novembre al 4 dicembre 2022 per accompagnare il pubblico in un viaggio a tutto tondo nella cultura e nell’industria cinematografica dei Balcani. Attraverso proiezioni inedite, interventi di cineasti di riferimento e ospiti provenienti dalle zone balcaniche, il Festival ha affrontato tematiche estremamente attuali in campo artistico, politico ed economico.

Il Festival travalicherà ora i confini nazionali organizzando nella zona balcanica momenti d’incontro tra Film Commission italiane e operatori cinematografici locali, affermandosi così come vero e proprio evento di interesse internazionale.

Sono rimasti centrali, anche per questa edizione, l’attenzione a temi come il ruolo femminile all’interno della società e la spinta propulsiva alle co-produzioni italo-balcaniche, con particolare focus sulle produzioni giovanili.

Uno degli aspetti che rende imperdibile questo evento unico al mondo è stata appunto la stretta sinergia con i Balcani: un’esperienza genuina e autentica grazie alla vitalità e alla potenza dell’esperienza diretta e senza filtri.

Il Festival si è aperto il 29 novembre con un dialogo sulle linee emergenti del cinema balcanico tra la regista Jasmila Žbanić, Orso d’oro alla 56ª edizione del Festival di Berlino, e il presidente dell’ANAC Francesco Ranieri Martinotti, per chiudersi con la proiezione del primo film in concorso “As Far as I Can Walk” del regista serbo Stefan Arsenijević che racconta del viaggio intrapreso da una donna e da un gruppo di migranti siriani verso i Balcani.

Durante i saluti istituzionali, coordinati dal Direttore Mario Bova, è stata fatta una riflessione sulla cinematografia e sulla cultura balcanica, sottolineando l’interesse e la volontà di questo festival di costituirsi come ponte tra culture e di dar vita a nuove sinergie promozionali. Presenti in sala anche l’ambasciatore della Bosnia e l’ambasciatrice del Kosovo.

Durante il discorso di apertura è stata presentata la giuria di quest’anno, composta da diversi nomi di grande prestigio:

- Milcho Manchevski, premiato regista macedone e Presidente della giuria di quest’anno;

- Ylljet Alicka, scrittore e sceneggiatore albanese, ex ambasciatore di Francia, Monaco e Portogallo;

- Mimmo Calopresti, regista, sceneggiatore e attore italiano;

- Francesco Ranieri Martinotti, regista, sceneggiatore, produttore italiano e presidente dell’ANAC.

Figura centrale della giornata è stata la regista Orso d’Oro Jasmila Zbanić, intervistata da Francesco Ranieri Martinotti sul suo capolavoro “Quo vadis, Aida?”, candidato agli Oscar del 2021 come Miglior Film Internazionale. Durante la chiacchierata si sono toccati punti molto rilevanti tra cui le linee emergenti del cinema balcanico e gli orrori della guerra in Ucraina, assimilabili a quelli descritti dalla regista nel suo film. “Quo vadis, Aida?” sollecita infatti il dialogo sulla storia balcanica e sui suoi lati oscuri mettendo in risalto una figura femminile forte che difende la sua famiglia – aspetti che saranno punti focali di dibattito.

Prima della proiezione del suo celebre e amatissimo film, la regista ha ricevuto il Premio UNIMED alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia dalle mani di Antonio Falduto, socio dell’ANAC e di UNIMED. Il premio era già stato assegnato alla regista durante la Biennale di Venezia del 2020, dove “Quo vadis, Aida” era tra i film in Concorso (per poi continuare il suo percorso con la candidatura all’Oscar come miglior film internazionale) e grazie al Balkan si è creata l’occasione di consegnarlo in presenza.

Qui il Comunicato stampa del primo giorno del Festival.

La condizione femminile è da sempre una delle tematiche di interesse del Festival e nella seconda giornata il confronto tra i registi Kaltrina Krasniqi con il suo film “Vera sogna il mare” e Francesco Costabile con “Una femmina” è sfociato in un dibattito insieme a Mimmo Calopresti proprio su questo tema, dando voce a due realtà che si rivelano non distanti tra loro e sottolineando un parallelo italo-balcanico attraverso le problematiche universali della figura femminile.

Grande attenzione è stata rivolta ai giovani produttori balcanici e italiani cui viene dedicata la terza giornata del festival (1° dicembre). Attraverso un workshop, la proiezione di alcuni film in selezione ufficiale e la realizzazione di un panel, il Festival rinforza lo sviluppo di una rete di rapporti tra giovani cineasti allo scopo di innescare processi di integrazione europea e co-produzioni.

Il workshop “Fare insieme cinema. Un ponte tra Italia e Balcani: sviluppare le coproduzioni”, tenutosi giovedì 1° dicembre 2022, ha consentito di illustrare potenzialità e prospettive offerte da fonti europee e italiane in termini di lavoro e sostegno finanziario, segnalando fattori ostativi e proposte propulsive per lo sviluppo di coproduzioni cinematografiche di giovani autori e produttori italiani e balcanici. In rappresentanza dell’Europe Media Creative Desk, Giuseppe Massaro ha tenuto una relazione sulle coproduzioni tra giovani italiani e balcanici promosse nei bandi di Creative Europe ed Europe Media, Cinecittà Spa. Maria Cristina Lacagnina, project assistant Creative Europe Desk Italy MEDIA Roma, Cinecittà Spa parlerà dei bandi MEDIA 2023 per i produttori.

Al fine di sottolineare queste volontà di integrazione europea e di cooperazione, per discutere con i giovani di queste dinamiche sono stati invitati ospiti di rilievo, dalle Film Commission di Roma Lazio, Calabria, Puglia e Marche, per discutere delle loro iniziative di sostegno alla realizzazione di film sui rispettivi territori (con apertura alle coproduzioni con i Paesi balcanici), ai giovanissimi registi Dina Duma, Antonio Romagnoli e Norika Sefa. Il workshop ha visto ospiti anche il regista Gregor Božič che ha raccontato la sua esperienza nella realizzazione di film attraverso meccanismi di finanziamento e co-produzione internazionale, il produttore e regista albanese Jonid Jorgji, il produttore Arben Zharku e il Direttore del Centro Cijnematografico di Skopje Bojan Lazarevski, che hanno fatto luce sull’altro lato della medaglia, ragionando sugli ostacoli concreti che si pongono per le coproduzioni.

Grazie al contributo di questi registi, la giornata ha coperto anche tematiche molti attuali e rilevanti come lo slut-shaming, le prime esperienze sessuali e la violenza psicologica:

  • Dina Duma, regista macedone del Nord, ha presentato in concorso il suo film drammatico “The Sisterhood”, dove affronta appunto il tema dello slut-shaming nell’era dei social media.
  • Norika Sefa, regista kosovara, ha debuttato al Balkan Film Festival presentando “Looking for Venera”, opera di esordio premiata al Festival di Rotterdam dove racconta la prima esperienza sessuale di una giovane ragazza spinta da un’irrefrenabile curiosità.
  • Antonio Romagnoli ha presentato “Polvere”, un suo film del 2021, che racconta un episodio di violenza psicologica.

La quarta giornata è stata dedicata alla proiezione di tre film in concorso: “The Albanian Virgin”, in anteprima nazionale, del regista albanese Bujar Alimani, “Darkling” del regista serbo Dusan Milic e “The City and the City” dei registi greci Christos Passalis e Syllas Tzoumerkas che ruotano, ancora una volta, sulle tematiche chiave del Festival.

Sabato 3 dicembre il Festival si è aperto con la proiezione del film “Bad Luck Banging or Loony Porn” del regista rumeno Radu Jude ed è preseguito con un omaggio al grande regista greco Théo Angelopoulos a dieci anni dalla scomparsa proiettando “Lo sguardo di Ulisse” con uno speciale intervento di Amedeo Pagani, grande amico ed esperto del regista greco. Sono inoltre stati presentati il film di Roland SejkoLa macchina delle immagini di Alfredo C.” e “Murina” un film della regista croata Antoneta Alamat Kusijanovic.

Infine, nella giornata di domenica 4 dicembre, il Balkan Film Festival si è chiuso con gli ultimi due film in concorso “Women Do Cry” delle registe bulgare Vasenka Kazakova e Mina Mileva e “Not so Friendly Neighborhood Affair” del premio Oscar Danis Tanovic. Inoltre, uno specifico focus alla Bosnia Erzegovina dove si raccontano i tempi di guerra e la ricerca di una difficile convivenza attraverso un dibattito tra Mimmo Calopresti, Barbara Cupisti e Azra Nuhefendic e la proiezione del film “Hotel Sarajevo” della stessa Barbara Cupisti.

Il Comunicato stampa della quarta edizione del Balkan Film Festival è disponibile qui

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